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CALENDARIO ATTIVITA'

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PRESENTAZIONE DELLE PRINCIPALI ESCURSIONI DEL TRIMESTRE OTTOBRE DICEMBRE 2012.


Roma Barocca: da Piazza del Gesù al Pantheon.
Questo itinerario attraverso i capolavori barocchi di Roma ci porta in pieno centro storico, tra Piazza del Gesù e Piazza del Pantheon.
La Chiesa del Gesù di Roma, santuario simbolo dei gesuiti e straordinaria commistione tra stile Rinascimentale e Barocco, deve senz’altro la sua esistenza ai due personaggi di casa Farnese di maggior fama: papa Paolo III ed il cardinal “nipote” Alessandro Farnese. L’importanza del papa del Concilio di Trento in questa impresa fu solo indiretta ma decisiva: egli istituì infatti, il 27 settembre 1540, la Compagnia del Gesù , rendendo così necessaria l’edificazione di un Tempio che rispondesse al prestigio di Ignazio di Loyola e dei suoi seguaci. Concretamente risolutivo fu invece l’apporto del Cardinale Alessandro Farnese che, dopo una lunga serie di intoppi, cambiamenti di programma e stravolgimenti di progetti, finanziò in maniera risolutiva la costruzione dell’opera.
La Basilica di Santa Maria sopra Minerva (latino: Basilica Sanctae Mariae supra Minervam) è una basilica di Roma situata nel rione Pigna, in Piazza della Minerva, nelle vicinanze del Pantheon. È considerata l'unica chiesa gotica di Roma. La basilica ospita inoltre le spoglie di Santa Caterina da Siena, proclamata dottore della Chiesa nel 1970, e del pittore mistico Beato Angelico, proclamato «Patrono universale degli artisti» nel 1984, nonché un pregevole affresco di Melozzo da Forlì. Fu nel convento adiacente alla chiesa che, il 22 giugno 1633, il padre dell'astronomia moderna Galileo Galilei, sospettato di eresia, abiurò le sue tesi scientifiche.
Il Pantheon (“tempio di tutti gli dei”) è un edificio di Roma antica, costruito come tempio dedicato alle divinità dell'Olimpo. Gli abitanti di Roma lo chiamano amichevolmente la Rotonna, o Ritonna[1] (“la Rotonda”), da cui anche il nome della piazza antistante. Fu fatto ricostruire dall'imperatore Adriano tra il 118 e il 128 d.C., dopo che gli incendi del 80 e del 110 d.C. avevano danneggiato la costruzione precedente di età augustea. All'inizio del VII secolo il Pantheon è stato convertito in basilica cristiana, chiamata Santa Maria ad Martyres, il che gli ha consentito di sopravvivere quasi integro alle spoliazioni apportate agli edifici della Roma classica dai papi.
Piazza Navona e lo Stadio di Domiziano.
Piazza Navona è una delle più celebri piazze di Roma. La sua forma è quella di un antico stadio, e venne costruita in stile monumentale per volere di papa Innocenzo X (Giovanni Battista Pamphilj). Piazza Navona, ai tempi dell'antica Roma, era lo stadio di Domiziano che fu costruito dall'imperatore Domiziano nell'85 e nel III secolo fu restaurato da Alessandro Severo. Era lungo 276 metri, largo 54 e poteva ospitare 30.000 spettatori. Lo stadio era riccamente decorato con statue, una delle quali è quella di Pasquino (forse una copia di un gruppo ellenistico pergameno che si presume rappresentante Menelao che sorregge il corpo di Patroclo), ora nell'omonima piazza di fianco a piazza Navona. Poiché era uno stadio e non un circo, non c'erano i carceres (i cancelli da cui uscivano i cavalli da corsa) né la spina (il muro divisorio intorno a cui correvano i cavalli) come ad esempio il Circo Massimo, ma era tutto libero ed utilizzato per le gare degli atleti. L'obelisco che ora è al centro della piazza non si trovava lì, ma viene dal circo Massenzio, che era sulla via Appia. Il nome della piazza era originariamente “in Agone”[1] (dal greco agones, “giochi”) poiché lo stadio era usato solo ed esclusivamente per le gare di atletica. Non è assolutamente vero che piazza Navona veniva usata per le battaglie navali: si tratta di una leggenda metropolitana generata dal fatto che la piazza veniva allagata solitamente nel mese di agosto per lenire il caldo; anticamente la piazza era concava, si bloccavano le chiusure delle tre fontane e l'acqua usciva in modo da allagare la piazza. Tra il 1810 ed il 1839 nella piazza si tennero le corse al fantino, ossia corse di cavalli montati (che però non avevano parentela con le più famose corse dei barberi di Via del Corso). Piazza Navona è in un certo senso l'orgoglio della Roma barocca, con elementi architettonici e scultorei di maestri come Gian Lorenzo Bernini (la Fontana dei Quattro Fiumi al centro della piazza, che rappresenta il Danubio, il Gange, il Nilo ed il Rio della Plata, i quattro angoli della Terra), Francesco Borromini e Girolamo Rainaldi (la chiesa di Sant'Agnese in Agone, davanti alla fontana del Bernini) e Pietro da Cortona (autore degli affreschi della galleria di Palazzo Pamphilj).
Museo dell’Alto Medioevo.
Il Museo nazionale dell'Alto Medioevo è un museo di Roma situato nel Palazzo delle Scienze al quartiere dell'EUR. Fu inaugurato nel 1967 per dotare Roma di un museo archeologico dell'età postclassica e, soprattutto, promuovere la ricerca di un periodo molto importante della storia della città. Espone materiali che vanno dal IV al IX secolo provenienti soprattutto dalla zona di Roma e dall'Italia centrale, e consta di 8 sale. Da qualche tempo il Museo è aggregato alla Soprintendenza per i Beni archeologici di Ostia e per questo espone anche l'Opus Sectile ritrovato in un'importante domus ad Ostia antica nei pressi di Porta Marina. L'Opus citata è una straordinaria decorazione in marmi policromi. E’ il più importante museo italiano riguardante l’epoca dei Longobardi in Italia Centrale, con importanti collezioni provenienti da Nocera Umbra e Castel Trosino, presso Ascoli Piceno.
Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo.
Il Palazzo Massimo alle Terme è la principale delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano assieme alla sede originaria delle Terme di Diocleziano, che ospita attualmente la sezione epigrafica, a Palazzo Altemps, sede delle collezioni rinascimentali di scultura antica, e alla Crypta Balbi. Palazzo Massimo ospita la “sezione di arte antica” (opere di epoca tardo-repubblicana, imperiale e tardo-antica) e la “sezione di numismatica e oreficeria”. La sede museale è stata inaugurata nel 1995 e completata nel 1998. È sita nel rione Castro Pretorio in piazza dei Cinquecento, nei pressi della stazione Termini. L'area espositiva occupa quattro dei piani da cui è costituito il palazzo, essendo gli altri ambienti riservati ad uffici della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma. L'allestimento museale è articolato in sottosezioni che illustrano i momenti più importanti della produzione artistica di Roma antica. Il pianterreno ospita capolavori della statuaria antica dall'età repubblicana all'epoca della dinastia Giulio- Claudia. Al primo piano sono esposti capolavori della statuaria dall'età dei Flavi alla Tarda Antichità, e numerosi sarcofagi, pagani e cristiani, tra cui spicca il Sarcofago di Portonaccio. In un grande salone è riproposto l'antico “Salone dei Capolavori” del “Museo delle Terme”, in cui sono esposte alcune importanti opere della statuaria romana (l'Afrodite accovacciata, le due copie antiche del Discobolo) e alcuni originali greci (La Fanciulla di Anzio). Nel salone successivo sono conservate altre importantissime e bellissime statue quali l'Ermafrodito dormiente, l'Afrodite accovacciata, una delle diverse copie antiche in marmo dall'originale bronzeo di Doidalsa, il Dioniso in veste di Sardanapalo. Di grande interesse, inoltre, i bronzi delle navi appartenute all'imperatore Caligola e ritrovate nel lago di Nemi. Il secondo piano ospita gli affreschi del ninfeo sotterraneo della villa di Livia “ad Gallinas Albas”, località presso Prima Porta, appartenuta a Livia Drusilla, imperatrice moglie di Augusto: un trompe-l'oeil che riproduce un giardino con alberi da frutto e uccelli sui quattro lati; nelle altre sale vi sono una serie di mosaici, parietali e pavimentali, megalografie tardo-imperiali, i pannelli con “pompa circensis” e “Ila rapito dalle Ninfe” provenienti dalla cosiddetta Basilica di Giunio Basso, gli affreschi provenienti dal “porto fluviale di San Paolo” e la sezione degli affreschi ritrovati nei locali ipogei della “Villa o Casa della Farnesina” (poiché ubicata in quelli che erano i giardini della Villa Farnesina costruita da Baldassarre Peruzzi per Agostino Chigi e successivamente sbancati, a fine Ottocento, per permettere l'apertura del Lungotevere). Gli ambienti affrescati sono stati recentemente restaurati, riallestiti e inaugurati il 30 giugno 2010. Il piano interrato presenta una sezione dedicata all'Oreficeria nonché una ricca collezione di Numismatica, una volta appartenuta a Vittorio Emanuele III di Savoia; di particolare interesse è la mummia di una bambina di circa otto anni, la cosiddetta “Mummia di Grottarossa” [2], risalente al II secolo d.C. circa; ritrovata sulla via Cassia all'interno di un sarcofago assieme al suo corredo funerario, anch'esso esposto; è l'unica mummia di età romana mai rinvenuta.
Bolzano
Bolzano conserva un caratteristico centro storico e nei suoi dintorni è possibile visitare i numerosi musei e i suggestivi castelli. Il visitatore avrà solo l' imbarazzo della scelta! Per quanto riguarda gli edifici religiosi, sicuramente da non perdere il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta ed eretto in stile gotico. Altro notevole esempio di architettura gotica è la Chiesa dei Domenicani, contenente una cappella dedicata a San Giovanni. Da non perdere il Convento dei Cappuccini, eretta nel '600 sui preesistenti resti del Castello Wendelstein. Una visita merita l' antica Chiesa Parrocchiale di Gries, nella quale possiamo ammirare il suggestivo altare opera di Michael Pacheruno e uno splendido crocifisso in legno del '200. Lo splendido Castel Roncolo è arroccato in posizione panoramica su una rupe ed è considerato il vero gioiello architettonico di Bolzano. Fondato nel 1237 venne più volte restaurato. All' interno presenta un prezioso ciclo di affreschi raffiguranti le gesta di Re Artù e la vicenda amorosa di Tristano e Isotta. Altro splendido esempio di architettura difensiva è il Castel Mareccio, risalente al XII secolo. Al suo interno possiamo ammirare bellissimi affreschi che decorano le sale, oggi utilizzate per esposizioni e congressi. A Bolzano sono presenti interessanti musei, tra i principali citiamo: il Museion - Museo di Arte Moderna e Contemporanea, il Museo Archeologico nel quale è conservata la mummia di Otzi, il Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige, il Museo Civico, il quale raccoglie numerose maschere antiche e oggetti dell'artigianato locale. Da non perdere anche una visita al Museo della Scuola e al Museo dei presepi situato nel convento Muri di Gries.

Milano.

Partiamo da Piazza Duomo, dove agli albori della Cristianità era presente un complesso episcopale di battisteri e basiliche. Sono visibili, sotto il Duomo, i resti del battistero di San Giovanni alle Fonti e la vasca del Battistero di Santo Stefano.
Proseguiamo a piedi e, in piazza Missori, troviamo San Giovanni in Conca (attualmente non consacrata, ma sede di eventi). Dell’impianto originale (l’edificio venne ricostruito in epoca romanica per poi essere in parte abbattuto), rimangono l’abside e la cripta della Basilica. Un grande esempio di edificio paleocristiano è rappresentato dalla Basilica di San Nazaro. Sorta anch’essa per volere di Ambrogio (dal 382), venne consacrata nel 386 con le reliquie dei Santi, dai quali deriva la sua prima intitolazione “Basilica Apostolorum”. Da lì ci spostiamo alla Basilica di Sant’Eustorgio, dove alcuni scavi (XIX sec.) hanno portato alla luce, al di sotto dell’attuale basilica, un edificio di culto paleocristiano; nelle vicinanze è la Basilica di San Lorenzo (con la Cappella di Sant’Aquilino). L’edificio è fronteggiato da un colonnato marmoreo del II sec. d.C, proveniente da una costruzione romana e reimpiegato nell’atrio della basilica.
In via De Amicis, troviamo il Parco dell’Anfiteatro Romano: il teatro sorse nel I sec. d.C e vi si svolgevano le lotte tra uomini e animali feroci, esecuzioni pubbliche e, addirittura, battaglie navali.
Della Milano Paleocristiana è giunta fino a noi una grande testimonianza: la Basilica di Sant’Ambrogio, costruita per volere di Ambrogio tra il 379 e il 386. All’interno della basilica, meritano una visita il Museo di Sant’Ambrogio e Mosaici e la Cappella di San Vittore in Ciel d’Oro. Prima di arrivare al Civico Museo Archeologico, è importante segnalare che lungo l’odierna Via San Vittore, nel luogo dove di prospettava un’antica necropoli, venne eretto in epoca tardo-antica un recinto della forma di un ottagono, con torri agli angoli. Tale spazio diventò un luogo di sepoltura privilegiato continuando ad ospitare tombe cristiane e un sontuoso mausoleo imperiale. Quest’ultimo venne annesso successivamente alla basilica di San Vittore al Corpo e in seguito abbattuto (XVI sec.). Infine, arriviamo al Museo Archeologico. Attualmente le sale espositive offrono la possibilità di effettuare alcuni percorsi tematici di Milano Antica. Il museo si sta avviando ad una trasformazione radicale che permetterà l’ampliamento, dando vita ad un polo completamente dedicato alla storia più antica di Milano.
Vale la pena segnalare che presso il giardino del museo, in Corso Magenta rimane una testimonianza delle Mura Massimiane che facevano parte del rinnovamento edilizio voluto proprio dall’imperatore Massimiano: si tratta della Torre di Ansperto, costruzione a 24 lati collegata ad un tratto di mura. Le fondamenta di tale complesso sono visibili nei sotterranei dell’edificio.
Grandissimi ospiti hanno dato lustro alla città e lasciato tracce indelebili. Tra questi ricordiamo Leonardo Da Vinci, uno dei massimi artefici del Rinascimento italiano. L’artista arrivò a Milano nel 1482 e rimase alla corte degli Sforza per 25 anni. Il suo soggiorno milanese diede origine a grandi capolavori di arte e ingegneria e oggi il nome di Leonardo è indissolubilmente legato a Milano.
Ludovico il Moro commissionò a Leonardo da Vinci la rappresentazione dell’Ultima Cena, al quale il genio lavorò tra il 1495 ca e il 1498. Per visitare il capolavoro, situato nel refettorio del convento domenicano di Santa Maria delle Grazie, è indispensabile la prenotazione (tel. 02 92800360). Da non dimenticare è anche la visita alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove tardo gotico e rinascimento danno vita ad uno dei più grandi esempi di architettura sacra del nostro territorio. All’interno del Castello Sforzesco, fatto erigere da Francesco Sforza tra il 1450 e il 1466 come residenza e come fortezza, Leonardo affrescò, sempre su commissione di Ludovico il Moro, la bellissima Sala delle Asse (1498ca.). Si tratta di originale sistema decorativo formato da rami fioriti e fittamente intrecciati tra loro. Assolutamente imperdibile anche una visita ai Musei Civici del Castello, dove è conservata , tra gli altri capolavori, la celeberrima Pietà Rondanini di Michelangelo. Tra i luoghi milanesi dove è rimasta traccia della presenza di Leonardo vi sono la Pinacoteca Ambrosiana, dove è conservato il suo dipinto “Il musico” e la Biblioteca Ambrosiana, che custodisce il Codice Atlantico.
  

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